Trading, occhi puntati sulla fiducia europea

Dopo che i dati preliminari sui prodotti interni lordi delle principali economie europee nel corso del quarto trimestre hanno sorpreso marginalmente al ribasso, l’attenzione degli investitori che poggiano sull’analisi fondamentale i propri convincimenti operativi si sta spostando rapidamente sulle prime indagini di fiducia di febbraio, che riteniamo possano confermare una visione comunque sostanzialmente positiva rispetto a quella già tracciata nel mese precedente.

In particolar modo, è possibile che a livello aggregato per la zona euro il dato possa risultare stabile, dopo aver vissuto diversi mesi in miglioramento, per quanto concerne l’area dei consumatori: è infatti probabile che il morale delle famiglie italiane possa essere giudicato soddisfacente e comunque consolidato su livelli relativamente elevati, e in ogni caso al di sopra della media di lungo periodo da tre anni.

Passando alle imprese, è altresì possibile che una simile considerazione sia possibile effettuarla per quanto concerne i PMI che, dopo essere saliti ai massimi livelli dal 2011 ad oggi durante le rilevazioni riferite al primo mese del nuovo anno, sono ora visti invariati o in modesto rallentamento per la zona euro ma ancora su livelli ampiamente espansivi (e dunque al di sopra della soglia psicologica di 50 punti) e superiori alla media trimestrale di chiusura del 2016.

Scendendo in un maggior livello di dettaglio nazionale, è possibile che in Germania l’indice IFO per le imprese tedesche possa calare solo in termini marginali sia per la componente corrente che per quella prospettica. Il dato è stimato comunque, anche in questa occasione, come stabilmente al di sopra della media storica di 102 punti, indicando così che le condizioni di domanda dell’industria sono stabili. Passando alla Francia, l’INSEE che misura l’indice di fiducia delle imprese transalpine dovrebbe rimanere stabile in relazione al secondo mese di febbraio a quota 104 punti per il dato aggregato e a quota 106 punti per il solo manifatturiero, e anche in questo caso – ribadiamo ancora – comunque al di sopra della media di lungo periodo in un contesto che vede un clima positivo e punta a un’espansione dell’attività. E l’Italia? Nel nostro Paese il sondaggio Istat dovrebbe poter determinare un lieve calo per le imprese tricolori.

Sul fronte delle famiglie, i dati tedeschi, francesi e italiani dovrebbero mostrare una stabilizzazione dell’elemento numerico ben superiore a 100 punti e, in ogni caso, in un trend non certo calante per quanto concerne la rilevazione terminata a febbraio.

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