Toyota sempre leader dei costruttori mondiali auto

Anche nel 2015 i giapponesi di Toyota hanno conservato il primo posto nella classifica dei costruttori mondiali di automobili, grazie a 10,15 milioni di veicoli venduti, pur 800 mila in meno sul 2014 (-0,8 per cento). In maniera più specifica, i dati forniti dalla società giapponese evidenziano un calo del 13 per cento per le vendite di Daihatsu: molto, ma non certo sufficiente per mettere in discussione il primo posto di Toyota, che all’inizio del 2015 sembrava seriamente minacciata dalla Volkswagen, poi invischiata in una brutta vicenda di falsificazione dei risultati sulle emissioni inquinanti dei propri motori.

Prima del dieselgate, invece, erano in molti a scommettere sul potenziale sorpasso, in virtù del fatto che i dati del primo semestre certificavano tale impressione: il costruttore tedesco aveva superato Toyota con 5,04 milioni di auto vendute, all’incirca 20 mila in più del concorrente giapponese. Ma la leggera avanzata del costruttore tedesco non è stata confermata nel secondo semestre, proprio anche a causa della gaffe sulle emissioni inquinanti. E così, Volkswagen è arrivata al secondo posto sul podio mondiale 2015 dei costruttori di automobili, con 9,93 milioni di vetture vendute, precedendo di poco General Motors (9,8 milioni). Scendendo nella lista dei costruttori, troviamo al quarto posto Renault Nissan (8,22 milioni) e al quinto, Hyundai Kia (8,01 milioni).

Come già anticipato, nell’eterno duello fra Toyota e Volkswagen l’anno scorso hanno pesato due imprevisti: da una parte l’andamento del mercato cinese dell’automobile che per raggiungere la crescita del 6,7 per cento ha dovuto beneficiare degli incentivi fiscali. Volkswagen è stato uno dei perdenti sull’evoluzione di questo mercato, con le vendite in Cina sono scese del 3,4% l’anno scorso.

Il secondo scoglio da affrontare, per Volkswagen, è stato lo scandalo delle apparecchiature truccate installate in 11 milioni di suoi motori diesel. Un avvenimento che ha provocato il rallentamento delle vendite a fine anno in Europa e Nord America, e che non è stato possibile compensare per via del rallentamento delle proprie vendite anche in Russia e in America latina. Ne è derivato che le vendite di Volkswagen sono scese del 2 per cento nel 2015.

Per il 2016, molti sono gli elementi di incertezza che influenzano qualsiasi previsione. Con un’unica base di partenza: la lotta per il primo posto è ancora molto aperta, e niente è dato per scontato da qui alla fine di dicembre.

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