Tonfo Volkswagen, prima perdita negli ultimi 15 anni

Lo scandalo Dieselgate non può che aver prodotto gravi ripercussione nei conti Volkswagen, società “rea” di aver truccato le proprie vetture al fine di passare i test sull’inquinamento prodotto dalle proprie quattro ruote. E così, Volkswagen ha dovuto chiudere per la prima volta in 15 anni una trimestrale in perdita, sebbene non tutto il male sia venuto per nuocere: i dati del terzo trimestre dimostrano infatti che la solidità del gruppo è assicurata, tanto che la casa automobilistica di Wolfsburg ha comunque previsto una chiusura d’anno in utile con consegne stabili rispetto al 2014.

Tornando ai dati trimestrali, il risultato negativo – ricordiamo, il primo degli ultimi 15 anni – è stato pari a 1,73 miliardi di euro (contro i 2,9 miliardi di euro di risultato positivo dell’anno scorso) a causa dei 6,5 miliardi di accantonamenti decisi circa un mese fa per coprire gli eventuali costi legati a richiami e procedimenti giudiziari per lo scandalo scoppiato alla fine di settembre dopo un’indagine dell’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti.

Considerato ciò, i riflessi per il momento non si sono fatti sentire sulla parte alta del conto economico, dove i ricavi, al netto delle vendite delle joint venture cinese e nonostante un calo delle consegne del 3,4% a 2,35 milioni di veicoli, sono infatti cresciuti del 5,3% a 51,5 miliardi grazie alle buone prestazioni commerciali in Europa, che hanno consentito di compensare la debolezza di alcuni mercati emergenti come Russia e Brasile.

Scendendo nell’analisi del conto economico, rileviamo poi un utile operativo, rettificato dalle componenti non ricorrenti come i già ricordati accantonamenti per lo scandalo Dieselgate, è diminuito solo dello 0,7% a 3,2 miliardi, con forte contribuzione dei brand di fascia alta, Audi e Porsche. Per vedere gli effetti dello scandalo sui motori truccati occorre invece includere le componenti atipiche: in questo caso Volkswagen ha registrato una perdita operativa di 3,48 miliardi, contro l’utile di 3,23 miliardi di un anno fa.

In virtù di quanto appena ricordato, la compagnia auto tedesca ha lanciato un profit warning sul 2015 a causa “degli oneri legati alle irregolarità del software utilizzato in alcuni motori diesel” e prevede pertanto un utile operativo 2015 “significativamente inferiore” al 2014 e un margine operativo adjusted tra il 5,5 e il 6,5%.

In ambito commerciale, il gruppo tedesco ha comunque previsto consegne su livelli pari a quelle del 2014 e ricavi in crescita del 4% su base annua.

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