06-07 NOVEMBRE | 13-14 NOVEMBRE | 20-21 NOVEMBRE 2009
TEATRO POPOLARE D'ARTE
— PROGETTO RE, POPOLO E BUFFONI
progetto triennale RE, IL POPOLO E BUFFONI
progetto residenza / prospettiva
06-07 NOVEMBRE 2009
— ESCURIALE OVVERO IL PALAZZO DEI BUFFONI
prima tappa
di Michel De Ghelderode
regia Gianfranco Pedullà e Nicola Rignanese
con Nicola Rignanese e Rosanna Gentili
musiche di Jonathan Faralli
scene Claudio Pini
Come primo episodio di un progetto triennale, è stato scelto il racconto, scritto nel 1927 dall’autore belga De Ghelderode, di un re dissennato che gioca a scambiare il suo ruolo con Folial, il buffone di corte, a sua volta innamorato della regina che sta morendo. Uno scambio di ruoli e di perdite sullo sfondo di un palazzo regale in decadenza: un atto d’accusa contro una società corrotta governata da re che sempre più ci appaiono come tristi buffoni. Nel testo sono state inserite alcune improvvisazioni dei due attori sul tema dei buffoni e del potere ed alcuni frammenti de LA SCUOLA DEI BUFFONI dello stesso de Ghelderode.
13-14 NOVEMBRE 2009
— BUFFONI
o del nuovo conformismo emotivo
di Gianfranco Pedullà e Nicola Rignanese
con Paolo Ciotti, Sara Giulivi, Chiara Luccianti, Francesca Messinese,Chiara Renzi, Mauro Stagi e Francesco Tasselli.
seconda tappa
BUFFONI - dopo Escuriale ovvero il palazzo dei buffoni – è il secondo momento del progetto RE POPOLO E BUFFONI. ESCURIALE ne rappresenta il prologo, l’archetipo del rapporto re e buffone. BUFFONI è il passaggio all’analisi tragicomica del popolo e del suo ambiguo rapporto con il potere. BUFFONI nasce da alcune suggestioni da 1984 di George Orwell e da Fahrenhaeit 451 di Ray Bradbury per parlare ironicamente del potere di oggi fra ammiccamenti, consumi, sproloqui, inutili esibizionismi, narcisismi può o meno vuoti ma sicuramente disperati. Altro riferimento drammaturgico è LA SCUOLA DEI BUFFONI di Michel De Ghelderode, opera successiva ad Escuriale, che ci consente di proseguire l’approfondimento sull’autore belga.
20-21 NOVEMBRE 2009
— RE MUORE
terza tappa
di Eugene Ionesco
traduzione di Gian Renzo Morteo
regia di Gianfranco Pedullà e Nicola Rignanese
con Nicola Rignanese, Leonardo Capuano, Rosanna Gentili, Roberto Negri, Mauro Stagi
scene di Claudio Pini, luci Marco Falai
