29 - 30 GENNAIO 2010
TEATRO A MANOVELLA
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LE FIABE NOCIVE
regia di Massimo Alì
sceneggiatura di Massimo Ali’ e Leonardo Venturi
Le favole di tradizione europea vengono private del loro linguaggio originale e sollevate dalla loro morale pedagogica. Il risultato di questa spoliazione ci presenta una serie di racconti che non parlano piu’ del bene e del male, ma dell’umanità – che – nel suo complesso racchiude entrambe le forze in ogni singolo individuo. Tre sono le favole che vengono prese in esame: “Il gatto con gli stivali”, “Cappuccetto Rosso”, “La bella addormentata nel bosco”. L’operazione che Teatro a Manovella propone e’ quella di analizzare il loro messaggio originale privandole della loro classica forma di “novella pedagogica”. I personaggi che scaturiscono da questo processo non sono piu’ simboli assoluti del bene o del male, ma sono guidati come ogni essere umano da istinti che possono essere allo stesso tempo benevoli o crudeli. Le favole di tradizione europea fanno parte del bagaglio culturale e psicologico di tutti quanti noi, ma cosa accade quando il loro significato arcano ci viene presentato nuovamente in una confezione completamente diversa? Il lupo delle favole fa paura ai bambini. I bambini crescono, diventano adulti, dimenticano. Il lupo delle “Fiabe Nocive” non e’ un personaggio di fantasia, ma ha i tratti di un’umanita’ riconoscibile nella nostra quotidianita’. E’ la personificazione dei nostri peggior istinti. Il lupo torna a far paura agli adulti. Ispirato ai grandi autori classici come Charles Perrault, Jakob e Wilhelm Grimm e Collodi “Le Fiabe Nocive” trae spunto anche da rivisitazioni contemporanee del mondo delle fiabe come la scrittrice Angela Carter e la fotografa Dina Goldstein.
