Se anche sapessi che domani sarà gettata la bomba atomica,
oggi pianterei lo stesso il melo nel mio giardino.
Martin Luther King
Progettare e realizzare una stagione teatrale è un po’ come aver cura di un figlio.
La preoccupazione per la sua sorte è grande, l’impegno per immaginarla, volerla, difenderla è immenso. Il mondo, così com’è, scoraggia simili avventure e consiglia prudenza. è quindi necessaria una notevole dose di incoscienza e tenacia. Ma il pensiero che in fondo di figli e di teatro ci sia sempre bisogno nel mondo e la consapevolezza che entrambi troveranno il loro posto, ci spinge a non rinunciare né agli uni né all’altra.
Produrre cultura non è atto lineare e univoco. Da qui il titolo della stagione Traiettorie, che evoca la pluralità delle prospettive che vogliamo offrire al nostro pubblico, con una stagione che sa dare spazio a giovani artisti e alle compagnie più interessanti del teatro di ricerca che non trovano altro palcoscenico a Firenze; con una calendario di produzioni originali per l’infanzia che coinvolge nelle fasi creative la Rete Arti, di cui l’Everest è anello cruciale, e che è composta dal Conservatorio di Firenze, Università, Assessorato all’Educazione e Museo Marino Marini; con un cartellone animato da ben tre compagnie di produzione residenti e una scuola di teatro che programma anche seminari di alta formazione con i maggiori artisti contemporanei; infine una stagione che non propone solo teatro, ma anche mostre e concerti. E proprio al nostro pubblico rivolgiamo il saluto di inizio stagione.
Le stagioni teatrali si fanno perché è giusto, doveroso, utile produrre e offrire teatro. Si fanno perché si crede nel valore che l’arte continua ad avere, come gesto necessario di affermazione di bellezza, come luogo di riflessione, di impegno, come spazio di resistenza al vuoto. Le stagioni teatrali, come i figli, si fanno con amore e responsabilità, nei casi migliori, e con la speranza che abbiano successo, vita facile e che trovino sempre chi li saprà guardare con attenzione e curiosità e accogliere con interesse e rispetto.
Grazie.
Laura Croce
Direzione Artistica
