Italiani sempre più fiduciosi delle proprie finanze

La crisi non è certo finita o, per lo meno, non lo sono gli strascichi più insidiosi. Tuttavia, gli italiani sembrano essere sempre più fiduciosi sulle proprie finanze personali. E’ quanto emerge dallo studio effettuato da Gfk che per Ing Bank ha realizzato un’analisi per misurare il grado di benessere, e dunque di soddisfazione, che le famiglie italiane percepiscono.

Stando a quanto sopra introdotto, l’Indice di Benessere finanziario (Ibf) arriva a quota 44 punti, 1,5 punti in più rispetto all’ultima rilevazione di primavera. Un dato che, considerando le precedenti rilevazioni, in cui l’indice era cresciuto in media di 0,4 punti ogni sei mesi, è più che doppio rispetto al passato – ricorda anche il CorrierEconomia. Ma come è costituito tale indice?

L’Ibf un parametro che misura il benessere percepito in 6 diversi ambiti della finanza familiare: risparmio, reddito, bollette e spese, investimenti, debito a lungo e a breve termine. I dati relativi ai debiti a lungo termine e al reddito sono, afferma ancora lo studio, quelli che registrano gli incrementi più importanti: i debiti a lungo termine hanno in modo specifico ottenuto il miglior risultato degli ultimi tre anni e mezzo (+4,1 punti), toccando quota 41,8 punti, mentre in ambito reddito il livello del comfort ha registrato il punteggio di 45,2 punti, due in più rispetto a marzo 2015.

“Un aspetto dell’indagine che fotografa bene il quadro macro-finanziario del momento è il deciso miglioramento del comfort sugli oneri legati ai debiti a lungo termine, in particolare i mutui immobiliari — afferma sul settimanale Paolo Pizzoli, Senior economist di Ing Bank — Al momento i tassi sono ai minimi storici e sono destinati a rimanere così grazie all’azione della Bce. Assistiamo poi ad un aumento della competizione tra banche che hanno agito al ribasso dei tassi, e quindi anche sugli spread, ed in generale ad una maggiore disponibilità del sistema finanziario a erogare mutui”.

Si noti inoltre come, sulla base dei positivi dati degli ultimi due trimestri, sembra che i consumatori stiano percependo come duratura la crescita e il miglioramento della propria situazione finanziaria. Territorialmente, l’area in cui si registra la percezione di un maggior benessere è il Nordovest, con 48,3 punti mentre il Nordest, in controtendenza, scende di 2 punti. L’incremento più significativo si registra invece al Centro (+4,3), con un valore mai superato dal 2011, spiegabile con il ricorso a una maggiore occupazione. I più fiduciosi? I giovani tra 18 e 34 anni.

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