Intesa, Saccomanni in pole position

Dalle parti di Intesa si preparano i grandi cambiamenti previsti: salgono in particolar modo le quotazioni di Fabrizio Saccomanni come futuro presidente del consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo, che diverrà l’unico organismo di governo societario dopo che la società, a grande maggioranza, ha deliberato per l’abbandono della governance duale che aveva invece sposato con grande convinzione in occasione del matrimonio tra i milanesi di Intesa e i torinesi di Sanpaolo.

Prevista per il prossimo mese, la nomina del nuovo vertice in questi giorni continua ad alimentare numerose indiscrezioni, con il nome di Saccomanni oramai in pole position.

Come ricordava il quotidiano IO lo scorso 12 marzo, un documento di indirizzo, che ha tuttavia più valore morale che operativo, è stato rilasciato recentemente dal consiglio di sorveglianza uscente, ancora presieduto da Giovanni Bazoli. Nel documento si legge l’invito a considerare come all’interno del nuovo consiglio dell’istituto dovranno essere presenti soggetti in grado di “apportare conoscenze in tema di paesi esteri e strategie di internazionalizzazione, eventualmente in virtù di esperienze in posizione apicale presso una grande banca internazionale”.

Nello stesso documento si legge inoltre come il futuro presidente dovrebbe avere “un riconosciuto standing internazionale”. Un identikit che secondo alcuni osservatori di mercato, non corrisponde più al pur apprezzato presidente uscente del consiglio di gestione, Gian Maria Gros-Pietro, che ha piuttosto un’esperienza nazionale, ha fatto convergere i riflettori sui nomi di Fabrizio Saccomanni, ex direttore generale della Banca d’Italia e poi ministro dell’economia, e di Domenico Siniscalco, a sua volta ex ministro dell’economia, direttore generale del Tesoro e ora country manager per l’Italia e vicepresident di Morgan Stanley.

Secondo molte fonti particolarmente accreditate, e non solo all’interno dei confini nazionali, la preferenza di Fondazione Cariplo, guidata da Giuseppe Guzzetti, sarebbe per Saccomanni. E considerato che si tratta del più importante fra i soci istituzionali italiani di Intesa Sanpaolo, tale preferenza non potrà che esercitare significative influenze. Rimane comunque ancora forte il nome di Gros-Pietro, che è però appoggiato soprattutto dalla componente torinese della banca. Rimangono ancora da decifrare quali saranno le indicazioni fornite dagli azionisti esteri di Intesa: azionisti che quantitativamente sono più che rilevanti, e che non potranno che fungere da fondamentali influenzatori di quel che accadrà in vista della riunione del prossimo mese, quando un nuovo tassello della storia di Intesa Sanpaolo sarà finalmente posto.

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