In arrivo nuovo sostegno al reddito (Bruxelles permettendo)

Il ministro del lavoro Giuliano Poletti sta lavorando a un nuovo sostegno al reddito, da destinare a tutti coloro i quali non arrivano a percepire 8 mila euro di reddito annui. Ad annunciare il piano è lo stesso presidente del Consiglio, che poco fa si è sbilanciato nel dichiarare che “con una seria politica degli investimenti ci giochiamo la ripartenza economica e potremo affrontare l’emergenza che mi sconvolge il cuore: poco più di un milione di bambini e ragazzi che stanno sotto la soglia della povertà”.

Certo, dalle sue dichiarazioni non trapela niente di che, ma quel che è emerso è che ogni scelta di politica espansiva alle decisioni che arriveranno da Bruxelles: quelle sui margini di manovra che l’Italia ha già chiesto – ricorda il quotidiano Il Corriere della Sera – e su cui attende risposte, e forse anche quelle relative al buco generato dalla recente pronuncia della Consulta sulla rivalutazione bloccata delle pensioni non venisse tamponato in altro modo.

Ma quali saranno le possibili caratteristiche del nuovo sostegno al reddito. Pur agendo con previsionale cautela, si può ipotizzare che il nuovo bonus possa prevedere un’integrazione al reddito della durata massina di 180 giorni, da erogarsi in cambio della richiesta, al beneficiario, di uno sforzo di inclusione sociale con una fascia di opzioni diverse, in maniera tale che il sostegno non sia puramente assistenziale, ma possa essere definibile come inclusivo.

Per poter coprire tale sforzo servono almeno 2 miliardi di euro (ma forse 7, secondo alcuni altri calcoli abbastanza generosi). Secondo le stime più realistiche, dovrebbero essere tra i 4 e i 5 miliardi di euro. In ogni caso, una cifra che era ritenuta abbordabile prima della cattiva sorpresa della pronuncia della Consulta, che bocciando il blocco delle perequazioni ha immediatamente creato un buco di bilancio di circa 5 miliardi di euro. Tutto perso, dunque? Non crediamo. Perché è altrettanto vero che Renzi ha citato Bruxelles indirettamente anche su tale aspetto, affermando che “prossimo anno e mezzo” ci giochiamo la ripresa economica: insomma, come a voler dire che il proprio esecutivo di riforme da varare ne ha, ma forse avrebbe bisogno di un aiutino in più dalla Commissione Europea, tradotto in qualche decimale in più di deficit. Che cosa accadrà, solamente l’evoluzione delle prossime settimane potrà dircelo: l’impressione è che nel breve periodo non se ne farà niente ma, considerata l’aleatorietà delle condizioni di fondo, potremmo altresì essere smentiti piacevolmente.

Voi che ne pensate? Ci credete a questo nuovo intervento a sostegno del reddito?

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