Helicobacter pylori, come combatterlo con i probiotici

I probiotici possono essere utili anche per contrastare l’helicobacter pylori. A presentare tale affermazione, corredata da ricchi studi, sono state diverse ricerche che hanno reso i probiotici, insieme ad antibiotici e inibitori di pompa protonica, protagonisti nella lotta all’Helicobacter pylori, il batterio responsabile di gastriti e dispepsie.

Stando alle più recenti analisi, infatti, i probiotici possono svolgere un importante ruolo nel supportare la terapia farmacologica e nel migliorare tutto il quadro clinico. Condotto dal Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna su circa 1000 pazienti affetti da Helicobacter pylori, lo studio evidenzia che l’associazione di probiotici ideale, in abbinamento con gli antibiotici, è quella che somministra in forma microincapsulata due ceppi batterici: il Bifidobacterium e il Lactobacillum.

In altri termini, sarebbe sufficiente una capsula al giorno, per i dieci giorni di terapia e per i due mesi successivi al trattamento, per poter favorire il riequilibrio del microbiota gastrointestinale e completare l’opera di eradicazione del batterio iniziata dagli antibiotici.

“Non solo” – ricordava Dino Vaira, professore straordinario di medicina interna al policlinico Sant’Orsola di Bologna, sulle pagine di Star Bene – “Riducendo gli effetti collaterali degli antibiotici (diarrea, meteorismo, flatulenza) migliora la compliance, cioè l’aderanza alla terapia”,

Dunque, qualcosa potrebbe cambiare nella lotta all’Helicobacter, che fino ad ora si contrastava prescrivendo la cosiddetta triplice terapia, che associava due antibiotici (amoxicillina e claritromicina) al pantoprazolo, da prendere tutti insieme. “Una metanalisi del 2015, che ha preso in esame 500 studi condotti su 45.000 pazienti, ha evidenziato come la terapia sequenziale, che ha una schema temporale ben preciso, abbia un’efficacia maggiore nel debellare il batterio, pari al 95% dei casi trattati” – ha poi affermato in aggiunta, sostenendo che “in pratica, per i primi cinque giorni si somministra amoxicillina e pantoprazolo, e per i successivi 5 giorni claritromicina, pantoprazolo e tinidazolo, un antimicrobico altamente selettivo sull’Helicobacter pylori”.

Un mix che, secondo l’esperto, sarebbe in grado di debellare in batterio nella stragrande maggioranza delle ipotesi, conferendo ottimi risultati in termini di efficacia, e fin dal brevissimo termine. Una buona notizia per i tanti italiani affetti dal batterio, che colpisce molte più persone di quanto possiate immaginare, e che presto potrebbero godere di una nuova terapia per poter salutare lo sgradito intruso.

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