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Che destino ha la casa comune nelle coppie di fatto

Il disegno di legge sulle coppie di fatto punta a disciplinare una lunga serie di fattispecie che regolamentano la vita delle unioni non “legate” da un contratto di matrimonio o da unione civile. Ma cosa accade alle coppie di fatto nella gestione della casa comune?

Il disegno di legge dedica una parte del proprio materiale normativo a disciplinare la destinazione della casa comune nel caso in cui muoia il convivente che ne era proprietario, lasciando pertanto l’altro convivente da solo, in una casa non propria. Ebbene, il disegno di legge si occupa di tale fattispecie precisando che il convivente superstite ha il diritto di vivere nella casa comune per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore , ma mai per più di cinque anni e per almeno tre se nella casa abitano anche figli minori o disabili. Tale diritto a permanere nella casa comune si perde se il convivente cessa di abitare nella casa stabilmente o inizia una nuova convivenza, un’unione civile o un matrimonio.

Fatturazione elettronica, le mosse dell’Agenzia delle Entrate

Sulla base dell’art. 1, comma 1, del dlgs 127/2015, dal 1° luglio 2016 l’Agenzia delle entrate metterà gratuitamente a disposizione dei contribuenti un servizio per la generazione, per la trasmissione e per la conservazione delle fatture elettroniche. Lo ha precisato nuovamente l’istituto del fisco, che ha poi precisato che per specifiche categorie di soggetti passivi dell’Imposta sul valore aggiunto, che dovranno essere individuate con decreto ministeriale ancora da formularsi, verrà inoltre messo a disposizione, anche per le fatture elettroniche emesse nei confronti di soggetti diversi dalle pubbliche amministrazioni, il servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione previsto dall’art. 4, comma 2, del dm 3 aprile 2013, n. 55 nell’ambito della disciplina della fattura elettronica per la pubblica amministrazione.