Alcolici, indicazione obbligatoria delle calorie

vini

L’Unione Europea continua a manifestare una crescente e maggiore attenzione nei confronti del benessere alimentare. E decide di prevedere che le etichette degli alcolici Abbiano un’indicazione obbligatoria delle calorie entro il 2016.

La decisione non è ancora pienamente formalizzata, ma intanto a chiederlo è il Parlamento europeo alla Commissione, nell’ambito delle iniziative della nuova strategia contro l’abuso di alcol, approvata dalla plenaria di Strasburgo. La proposta è inoltre sostenuta con particolare forza dalle associazioni dei consumatori, che la considerano come uno strumento essenziale per combattere anche l’aumento dell’obesità.

Tutti d’accordo, dunque? Naturalmente no. Perchè dall’altra parte si schiera l’industria degli alcolici, anche se con qualche cautela e parecchi distinguo. I produttori di birra ad esempio hanno ricordato più volte che già molti di loro in Europa hanno scelto volontariamente di indicare ingredienti e informazioni nutrizionali in etichetta, e che dunque la sensibilizzazione nel comparto è già alta. Tuttavia, sono preoccupati dal fatto che l’obbligatorietà della misura a livello Ue non tenga conto dei “diversi modelli di consumo” nel continente, andando dunque ad equiparare differenti abitudini.

Sicuramente più pesante è la posizione dei produttori di vino, soprattutto quelli di piccola scala, per i costi che i valori nutrizionali in etichetta potrebbero imporre su prodotti in cui il contenuto di calorie può variare secondo le annate. Commentando la proposta, Spirits Europe, l’associazione che rappresenta i produttori europei di distillati ricorda che “l’alcol non è il diavolo” e invita dunque a concentrarsi più sui comportamenti e la moderazione dei consumi.

La palla è ora nelle mani della Commissione Europea, cui spetterà il compito di scegliere se raccogliere o meno la proposta degli eurodeputati. Al momento la reazione da parte dell’Esecutivo sembra essere piuttosto tiepida con il direttore generale competente sulla materia della Commissione Ue Ladislav Miko che nei giorni successivi la proposta ha preferito utilizzare la diplomazia, appoggiando il principio delle calorie in etichetta ma con l’approccio volontario.

Secondo quanto previsto dal regolamento 1169/2011, la Commissione avrebbe dovuto pubblicare il rapporto sull’opportunità di inserire obbligatoriamente in etichetta l’elenco degli ingredienti nel dicembre 2014. Ma come molti altri studi prescritti da quel regolamento, ricorda la stampa italiana, come quello sull’origine di alcuni prodotti alimentari, l’Esecutivo tarda a pubblicarlo. Segno che, probabilmente, il tema non è affatto così semplice…

E voi che ne pensate? Ritenete che una normativa più rigida sul fronte informativo possa effettivamente apportare dei benefici alla collettività?

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